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Satira
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La mwcasatira (dal mwcqlatino mwcgmwcwsatura lanx: il vassoio vuoto riempito di primizie in offerta agli dei) è un mwdagenere della mwdqletteratura, delle mwdgarti e, più in generale, di mwdwcomunicazione, caratterizzata dall'attenzione critica ai vari aspetti della mweasocietà, mostrandone le mweqcontraddizioni e promuovendo il cambiamento.

La satira mira a far ridere criticando i personaggi e deridendoli in argomenti politici, sociali e morali.

Sin dall'mwfaAntica Grecia la satira ha sempre avuto una fortissima impronta politica, occupandosi degli eventi di stretta attualità per la città (la mwfqpolis), e avendo una notevole influenza sull'mwfgopinione pubblica mwfwateniese, proprio a ridosso delle elezioni.cite-ref-henderson93-1-0[1]cite-ref-2[2] Per questo motivo, è sempre stata soggetta a violenti attacchi da parte dei potenti dell'epoca, come nel caso del mwiademagogo mwiqCleone contro il poeta comico mwigAristofane.cite-ref-henderson93-1-1[1]

La satira si distingue dalla mwkacomicità e dallo sfottò (la presa in giro bonaria)cite-ref-satyricondariofo2001-3-0[3], nei quali l'autore non ricorda fatti rilevanti e non propone un punto di vista ma fa solo del "colore".

Contents

Storia
Note

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Caratteristiche

La definizione di satira va dettagliata sia rispetto alla categoria della comicità, del mwmqcarnevalesco, dell'mwmgumorismo, dell'mwmwironia e del mwnasarcasmo, con cui peraltro condivide molti aspetti:

• con il mwnwcomico condivide la ricerca del ridicolo nella descrizione di fatti e persone,
• con il mwoqcarnevalesco condivide la componente "corrosiva" e scherzosa con cui denunciare impunemente,
• con l'mwowumorismo condivide la ricerca del mwpaparadossale e dello straniamento con cui produce spunti di riflessione morale,
• con l'mwpgironia condivide il metodo socratico di descrizione mwpwantifrasticamente decostruttiva,
• con il mwqqsarcasmo condivide il ricorso peraltro limitato a modalità amare e scanzonate con cui mette in discussione ogni autorità costituita.

Essa si esprime in una zona comunicativa "di confine", infatti ha in genere un mwqwcontenuto etico normalmente ascrivibile all'autore, ma invoca e ottiene generalmente la condivisione generale, facendo appello alle inclinazioni popolari; anche per questo spesso ne sono oggetto privilegiato personaggi della vita pubblica che occupano posizioni di potere.

Queste stesse caratteristiche sono state sottolineate dalla mwrqCorte di cassazione che si è sentita in dovere di dare una mwrgdefinizione giuridica di cosa debba intendersi per satira:

«È quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di

castigare ridendo mores

, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene.»

(Prima sezione penale della Corte di Cassazione, sentenza n. 9246/2006)

La satira è un diritto costituzionale, che in Italia è garantito dagli articoli 21 e 33 della Carta.cite-ref-bevere2006p265-4-0[4]cite-ref-pezzella2009p566-5-0[5]

Storia

La satira, storicamente e culturalmente, risponde ad un'esigenza dello spirito umano: l'oscillazione fra mwuwsacro e profanocite-ref-bakhtin-6-0[6]cite-ref-radiosherwoodnov2006-7-0[7]cite-ref-luttazziblognaturasatira2006-8-0[8]. La satira si occupa da sempre di temi rilevanti, principalmente la politica, la religione, il sesso e la morte,cite-ref-luttazzi-9-0[9] e su questi propone punti di vista alternativi, e attraverso la mwzarisata veicola delle piccole verità, semina dubbi, smaschera ipocrisie, attacca i pregiudizi e mette in discussione le convinzioni.

Antichità

Le origini della satira nella letteratura europea si confondono evidentemente con quelle della letteratura comica, il cui inizio è attribuito tradizionalmente a mwaaOmero con il poema mwaqmwagMargite. Satirici sono la pseudo-omerica mwawmwbaBatracomiomachia, i mwbqSilli di mwbgSenofane di Colofone, i mwbwgiambi di mwcaArchiloco, i versi di mwcqIpponatte.

Etimologicamente è il mwcwdramma satiresco a dare origine al genere, ma è la mwdacommedia greca di mwdqAristofane quella che fa della mwdgsatira politica un ingrediente fondamentale. In mwdwetà ellenistica molti furono gli scritti polemisti ed umoristici specie nell'ambito filosofico della mweadiatriba mweqstoico-mwegcinica.

La vera codificazione come mwfagenere letterario, anch'essa frutto di un'evoluzione italica parallela, avviene però nella mwfqletteratura latina. La satira nasce tra il III e il II secolo a.C. ad opera di mwfgEnnio, e si può considerare il primo genere originale della letteratura latina, al contrario di tutti gli altri, di origine greca; mwfwQuintiliano affermerà: «Satura quidem tota nostra est».

Con mwgqTiberio, cominciando la serie dei tiranni, la produzione libera e indipendente degli artisti fu ingabbiata a favore della mwggdidattica. La satira invece fu coltivata «ed in modo singolarmente vivace ed originale (...), quasi per effetto spontaneo di reazione al corrottissimo costume».cite-ref-10[10]

La satira nasce come una polemica diretta ad obiettivi mirati, molte volte con temi moraleggianti che riguardano i più svariati argomenti: questo succede perché non ha schemi fissi che le donano la rigidità tipica di altri generi, ma si basa interamente sullo stile dello scrittore. Autori di satire nella letteratura latina furono mwiaLucilio, mwiqOrazio Flacco (i mwigSermones), mwiwPersio, mwjaMarziale, mwjqGiovenale, mwjgPetronio (il mwjwromanzo mwkamwkqSatyricon), mwkgLucio Anneo Seneca (lmwkw'mwlamwlqApokolokynthosis), mwlgLuciano di Samosata (in greco).

Medioevo e Rinascimento

Nel corso dei secoli l'ossequio ai classici latini, in particolare mwmqOrazio, preservò la satira facendole superare la mwmgbarriera linguistica della nascita di letterature in lingue regionali. La satira ebbe ampio uso nella poesia orale giullaresca di cui ci sono pervenuti alcuni frammenti scritti. La satira morale predilige il discorso allegorico come nellmwmw'mwnaYsengrinus e nel mwnqmwngRoman de Renart. La satira sociale si trova nei canti dei mwnwgoliardi ed in opere come il mwoamwoqRoman de la rose, i mwogfabliaux di mwowRutebeuf, le mwpamwpqcantigas de escarnho (canzoni di scherno) e le mwpgcantgas de maldizer (canzoni di maldicenza) della lirica portoghese e spagnola. La satira politica è presente nei mwpwsirventesi dei mwqatrovatori della mwqqProvenza, nelle poesie di mwqgWalther von der Vogelweide e di mwqwGuittone d'Arezzo, nell'opera di mwraDante Alighieri e di mwrqPetrarca nonché in quella di mwrgBoccaccio (la mwrwmisoginia nel mwsamwsqCorbaccio).

In particolare va notata la compresenza in mwswDante di un registro comico realistico in corrispondenza della critica corrosiva alle personalità che lo avevano disconosciuto ed esiliato, fino ad allargarsi a una visione critica dell'intera società a lui contemporanea.

Nel mwtqRinascimento la diffusione della cultura ellenica (dovuta alla fuga di sapienti da mwtgCostantinopoli espugnata da mwtwMaometto II) produsse una commistione etimologica con il mwuadramma satiresco, che traeva la sua origine dal mito dei satiri, figure mitologiche e semi-divine dell'mwuqantica Grecia: ne conseguì una coloritura del termine (e del genere che da allora si sviluppò) più aggressiva di quanto esso significasse nell'antica Roma, perché il dramma satiresco - da mero intermezzo nelle trilogie tragiche dell'antica Grecia - s'era andato evolvendo fino ad assumere i caratteri di una rappresentazione teatrale, che faceva da sorella minore della mwugcommedia come rappresentazione comica e di dileggio sociale o moralecite-ref-11[11]. Nell'epoca rinascimentale mwvwLudovico Ariosto scrisse alcune satire (mwwaSatire) su modello dei mwwqSermones oraziani. Notevole è poi la commistione fra satira ed mwwgepica da cui nasce il mwwwpoema eroicomico: fra gli esempi del genere vale la pena ricordare mwxamwxqLa secchia rapita di Alessandro Tassoni o la mwxgMoscheide di mwxwTeofilo Folengo, ispirata all'antichissima mwyamwyqBatracomiomachia. Sempre Folengo scrisse il mwygMerlini Cocaii Macaronicon, un poema scritto in "latino maccheronico" (frammisto a parole in dialetto mantovano) il cui protagonista è mwywBaldus: un umile contadino le cui lotte con altri popolani sono raccontate con la stessa enfasi delle battaglie di un nobile cavaliere.

Nel XV secolo lo scrittore mwzqSebastian Brant fu autore del poema satirico mwzgmwzwLa nave dei folli, mentre mw0aErasmo da Rotterdam scrisse lmw0q'mw0gEncomium Moriae. La mw0wriforma luterana in Germania alimentò una cospicua letteratura satirico - religiosa i cui maggiori esponenti furono: mw1aThomas Murner, mw1qUlrich von Hutten, mw1gHans Sachs. In Francia gli mw1wepigrammi di mw2aClément Marot e alcune parti del romanzo mw2qmw2gGargantua e Pantagruel di mw2wRabelais sono di genere satirico.

Curioso è poi il fenomeno delle "mw3qstatue parlanti", iniziato nel XVI secolo con la comparsa a mw3gRoma di mw3wPasquino, una scultura antica a cui venivano affissi componimenti anonimi (detti appunto mw4apasquinate) che dileggiavano uomini di potere della città papalina, non di rado lo stesso mw4qPontefice. Statue del genere erano diffuse anche in altre città italiane (ad es. l'mw4gUomo di pietra di mw4wMilano).

Illuminismo

La mw5gfilosofia dei Lumi usò largamente la satira, contro i dogmatismi della religione e i privilegi dei nobili. Esempi sono l'opera di mw5wVoltaire (mw6amw6qCandido), di mw6gMontesquieu (mw6wmw7aLettere persiane), di mw7qGiuseppe Parini (mw7gmw7wIl Giorno, opera mw8adidascalico-mw8qsatirica). A queste opere sono da aggiungere le commedie di mw8gBeaumarchais, i libelli violentissimi di mw8wJonathan Swift, i versi satirici contro l'establishment inglese di mw9aPeter Pindar, e le 17 satire di mw9qVittorio Alfieri.

Ottocento e Novecento

Autore di poesie satiriche nel XIX secolo fu mw-aGiuseppe Giusti (mw-qSant'Ambrogio, mw-gmw-wRe Travicello), così come d'ispirazione satirica sono molti versi di mw-aCarlo Porta e mw-qGioacchino Belli. Anche mw-gGiacomo Leopardi scrisse delle satire (ad esempio alcune delle mw-wmwaqaOperette morali). Nella letteratura europea grandi pagine satiriche hanno scritto mwaqeHeine, mwaqiTieck, mwaqmByron e mwaqqGogol'.cite-ref-12[12] Fra la fine del mwaqkXIX secolo e l'inizio del mwaqoXX secolo in Italia vi fu una grande fioritura di giornali satirici. Il più noto è mwaqsmwaqwL'Asino, fondato nel mwaq01892 da mwaq4Guido Podrecca e mwaq8Gabriele Galantara, di indole socialista e anticlericale, decisamente critico verso il governo di mwaraGiovanni Giolitti. Le pubblicazioni interrotte dalla mwareprima guerra mondiale ripresero nel dopoguerra senza Podrecca, che aveva aderito al mwariFascismo. mwarmL'Asino fu costretto a chiudere nel mwarq1925, all'indomani del mwarudelitto Matteotti, ma ciò non impedì a Galantara di restare attivo, collaborando con il mwarymwarcMarc'Aurelio e il mwargmwarkBecco giallo. Vi erano poi mwaro420 e mwarsmwarwIl Selvaggio apertamente schierate a favore del nuovo regime (salvo poi distaccarsene come quest'ultima rivista diretta da mwar0Mino Maccari) e mwar4mwar8Il Guerin Meschino, a cui lavorarono disegnatori di spicco come mwasaSergio Tofano, mwaseCarlo Bisi, mwasiBruno Angoletta.

Vi erano poi giornali senza una precisa connotazione ideologica, in cui la satira a tutto campo si spingeva a mettere in ridicolo, più o meno apertamente, elementi del mwasqPartito fascista: tra questi mwasumwasyIl travaso delle idee di mwascFiliberto Scarpelli e il mwasgmwaskBertoldo diretto dal trio mwasoZavattini-mwassMosca-mwaswMetz e fondato dalla mwas0Rizzoli appositamente per fare concorrenza al mwas4Marc'Aurelio. Nella redazione del mwas8Bertoldo erano presenti disegnatori come mwataGiacinto Mondaini, mwateSaul Steinberg (futura penna di punta del mwatiNew Yorker), mwatmCarlo Manzoni, mwatqWalter Molino, mwatuGiovannino Guareschi. Quest'ultimo fu anche condirettore dopo l'abbandono di Metz, e si occupò sia di disegnare che di redigere testi. Sue erano le vignette sulla mwatyGuerra d'Etiopia, sulle mwatcGrandi Purghe, sull'espansionismo (nella rubrica mwatgStati piccolissimi), negli anni che segnarono l'mwatkescalation verso la mwatoseconda guerra mondiale, bilanciando la satira contro i nemici dell'mwatsAsse Roma-Berlino con sottili critiche alla retorica di regime (ad esempio sui monumenti trionfali e sulle dichiarazioni di guerra), che attiravano di continuo mwatwveline dal mwat0Minculpop.

Fiero oppositore del fascismo fu mwat8Giuseppe Scalarini che per questo venne duramente percosso, più volte arrestato e confinato. Emilio Zanzi, critico ideologicamente ben lontano dalle posizioni dell’artista, lo definisce “il più politico dei caricaturisti italiani e forse del mondo. Le sue vignette anarchiche, antiborghesi, anticristiane, antimilitaristiche rivelano, sempre, uno stile. La sintesi è la base del suo pensiero e del suo disegno crudele." e, conclude, "Scalarini è un caricaturista che passerà alla storia”.cite-ref-13[13]

Dopo l'interruzione dovuta alle vicende belliche, Guareschi mise la propria esperienza al servizio di un nuovo settimanale chiamato mwauumwauyCandido, che contribuì in maniera decisiva alla vittoria della mwaucDemocrazia Cristiana contro il mwaugFronte popolare del 18 aprile mwauk1948, salvo poi non risparmiare critiche alla stessa DC, pur mantenendo un fervente anticomunismo. La prova dell'"impatto" del mwauoCandido si ebbe nel mwaus1950 col mwauwcaso Einaudi, scoppiato a causa di una vignetta in cui l'allora mwau0Presidente della Repubblica era ritratto mentre passava in rassegna una fila di bottiglie invece che di mwau4Corazzieri. Nel mirino del giornale era finito il fatto che tali bottiglie circolassero con la dicitura "Poderi del Senatore Luigi Einaudi" sull'etichetta, e che quindi costui sfruttasse la sua carica a fini commerciali. Guareschi, in qualità di direttore responsabile, fu condannato per "vilipendio al Capo dello Stato" (insieme a mwau8Carletto Manzoni, autore della vignetta) a otto mesi con la condizionale, che scontò più tardi con la detenzione in appendice al "caso De Gasperi"cite-ref-14[14].

Non va dimenticato nemmeno il caso de mwavuIl merlo giallo, rivista satirica che ebbe un breve momento di celebrità nel mwavy1953: per mezzo di una vignetta sollevò dei sospetti sul coinvolgimento di mwavcPiero Piccioni nel mwavgcaso Montesi. Il giovane ne uscì in seguito scagionato ma il padre, il Ministro degli Esteri mwavkAttilio Piccioni, ne ebbe la carriera politica gravemente compromessa.

Tutti gli storici giornali satirici scomparvero progressivamente e definitivamente col passare degli anni, ad eccezione del mwavsCandido che ebbe un mwavwrevival dal mwav01968 al mwav41992 dopo la chiusura del mwav81961, e del mwawaTravaso delle idee, chiuso nel mwawe1966, fu "resuscitato" brevemente nel mwawi1973 e nel triennio mwawm1986-mwawq1988.

Il poeta mwawyEugenio Montale pubblicò nel mwawc1971 la raccolta intitolata mwawgmwawkSatura.

XXI secolo

La corrosione progressiva del canone dei generi letterari, e della categoria stessa di mwawwletterario e mwaw0non letterario ripropose nell'ultimo secolo la commistione di comico, umoristico nella satira. Solo nel corso degli ultimi secoli si allargò all'arte figurativa e ai nuovi mwaw4media. Nel significato popolare contemporaneo, si tende ad identificare la satira con una delle forme possibili dell'mwaw8umorismo e, in qualche caso, della mwaxacomicità; talvolta, poi, si intende per satira anche, indiscriminatamente, qualsiasi attacco letterario o artistico a personaggi detentori del potere politico, sociale o culturale, o più genericamente vi si include qualsiasi critica al potere svolta in forma almeno salace. Emblematico il caso della rivista di satira "mwaxeIl Male".

Da un punto di vista strettamente letterario è pertanto assai difficile mantenere oggi una definizione stabile del genere letterario, se non in senso storico, poiché il pur sperabile dinamismo delle forme letterarie, risente attualmente di una certa leggerezza e di una pesante ridondanza, non sempre disinteressate, nella classificazione.

Con la diffusione delle tecnologie digitali Internet gioca un ruolo sempre più importante nella diffusione di messaggi satirici, grazie anche alle caratteristiche di libertà e democrazia che sono peculiari di questo mezzo. Un esempio estremamente noto di satira online è il sito americano mwaxqThe Onion.cite-ref-15[15]

Satira religiosa

Sin dalla sua nascita, la satira ha avuto fra i propri bersagli preferiti la mwaxsreligione, in particolare gli esponenti pubblici del mwaxwculto ed il ruolo politico e sociale svolto dalla religione. Anche nell'mwax0Antica Grecia gli autori satirici ridicolizzavano la religione,cite-ref-16[16] in particolare quella politeistica che faceva capo a Zeus. Documenti storici permettono di fare risalire, in Italia, la satira religiosa al mwayi1500, come parte della tradizione carnevalesca e popolare, ma sempre ed accuratamente censurata dalle diverse istituzioni religiose.

Note

cite-note-henderson93-11. Henderson, J. (1993) mwaysComic Hero versus Political Elite pp.307-19 in mwaywSommerstein, A.H.; S. Halliwell, J. Henderson, B. Zimmerman (a cura di), mway0Tragedy, Comedy and the Polis, Bari, Levante Editori, 1993.
cite-note-22. mwazeGiuseppe Mastromarco, mwazmIntroduzione a Aristofane, 6ªmwazq ed., Roma-Bari, 1994, pp.mwazu 21-22, mwazyISBNmwazc 88-420-4448-2.
cite-note-satyricondariofo2001-33. mwaz0mwaz4mwaz8Trascrizione dell'intervista di Luttazzi a Dario Fo nel programma mwaaaSatyricon, Puntata 11, su mwaaesatyricon.interfree.it, 4 aprile 2001 mwaai(archiviato dall'mwaamurl originale il 12 marzo 2007).
cite-note-bevere2006p265-44. mwaacAntonio Bevere e Augusto Cerri, mwaagmwaakIl Diritto di informazione e i diritti della persona, 2006, pp.mwaao 265-6. mwaaw«nella storia della nostra cultura, la satira ha realizzato il bisogno popolare di irridere e dissacrare il mwaa0gotha politico ed economico, le cui reazioni punitive non sono certo state condizionate da critiche estetiche, ma dalla tolleranza o intolleranza caratterizzanti in quel momento storico la società e i suoi governanti. (...) la reale esistenza della satira in una società deriva, (...) dal margine di tolleranza espresso dai poteri punitivi dello Stato.»
cite-note-pezzella2009p566-55. mwabiVincenzo Pezzella, mwabmmwabqLa diffamazione: responsabilità penale e civile, 2009, pp.mwabu 566-7. mwabc«Il diritto di satira trova il suo fondamento negli artt. 21 e 33 della Costituzione che tutelano, rispettivamente, la libertà di manifestazione del pensiero e quella di elaborazione artistica e scientifica. (...) la satira, in quanto operante nell'ambito di ciò che è arte, non è strettamente correlata ad esigenze informative, dal che deriva che i suoi limiti di liveità siano ben più ammpi di quelli propri del diritto di cronaca»
cite-note-bakhtin-66. mwabw(mwab0mwab4EN) mwab8Mikhail Bakhtin, mwacaRabelais and his world, Bloomington, Indiana University Press, 1941.
cite-note-radiosherwoodnov2006-77. mwacqDi immortale c'è solo la satira, intervista concessa da Luttazzi a Barbaluca e Ivan Grozny per mwacuRadio Sherwood, 16 novembre 2006 mwacydisponibile audio mp3 mwaccArchiviatomwacg il 1º maggio 2007 in mwackInternet Archivemwaco.
cite-note-luttazziblognaturasatira2006-88. mwac8Se Dio avesse voluto che credessimo in lui, sarebbe esistito, post sulla natura della satira, blog ufficiale di Luttazzi 15 novembre 2006 mwadaDaniele Luttazzi (Luttazzi) su Twitter mwadeArchiviatomwadi il 22 marzo 2015 in mwadmInternet Archivemwadq.
cite-note-luttazzi-99. mwadkmwadoDaniele Luttazzi, mwadsLepidezze postribolari, Milano, Feltrinelli, 2007.
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Bibliografia

• Matthew Hodgart, mwagcLa satira, Il Saggiatore di Alberto Mondadori Editore, Milano 1969
• Ruben Quintero, mwagkA Companion to Satire, Malden, Blackwell, 2007.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com-art-satire(EN) Robert C. Elliott, satire, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefbritannica-com-art-horatian-satire(EN) Horatian satire, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefencyclopedia-of-science-fiction(EN) Satira, su The Encyclopedia of Science Fiction.